Asino Felice Scuola Italiana Formazione equidi

dice NO! ALLE CATENE

E' un argomento spesso sottovalutato da chi possiede asini o partecipa ad escursioni e attività promozionali.

La nostra associazione negli ultimi sei anni si è sempre schierata dalla parte degli asini contro le pratiche che non rispettano gli animali e gli possono causare danni fisici o psicologici, in questi anni i nostri tecnici esperti in comportamento asinino si sono trovati davanti numerosi casi di squilibri comportamentali dovuti all'utilizzo di catene sotto varie forme che hanno causato traumi e fobie che gli rimangono per mesi o anni.

Che sia l'applicazione del torcinaso, l'addestramento coercitivo o le pastoie in catena si tratta sempre di pratiche messe in atto senza pensare al benessere psicologico dell'animale.

TORCINASO

Cos'è?

E' uno strumento composto da un bastone con in cima una catena, viene applicato al labbro superiore dell'asino o all'orecchio e viene roteato fino a stritolare la parte interessata provocando un forte dolore portando l'animale a impietrirsi.

Questo strumento viene utilizzato per effettuare pratiche sanitarie sull'animale da maniscalchi, veterinari o proprietari che non si prendono a cuore la salute mentale dell'asino, il quale associa qualsiasi pratica effettuata (ad esempio punture o pareggio dei piedi) al forte dolore provato e non allo strumento di per sé, ciò porterà l'animale a sviluppare una vera e propria fobia per gli aghi o a sollevare i piedi sviluppando poi comportamenti aggressivi di difesa con peggioramento del problema.

Cosa posso fare?

Per rimuovere questi traumi occorrono molte ore di rieducazione comportamentale e i proprietari devono continuare alcuni esercizi nel tempo e ciò implica giorni, mesi o anni prima di considerare risolto il problema, meglio quindi abituare l'animale a sollevare i piedi, farsi fare le punture e somministrare il vermifugo fin dai primi momenti di permanenza dell'asino nella sua nuova casa e se non si è esperti farsi seguire da un professionista.

ADDESTRAMENTO COERCITIVO

Cos'è?

Si tratta di addestramento coercitivo le pratiche di addestramento dove l'essere umano affronta l'animale con l'energica prepotenza di chi si sente di essere il più forte tramite l'utilizzo di coercizioni come ad esempio per i cavalli l'utilizzo di morsi a leve sempre più severi, chiudi bocca, speroni, redini di ritorno, ecc, negli asini invece vengono utilizzate per come strumento di coercizione vengono usate delle cavezze composte da dei montanti sopra la nuca completati da catene che passano attorno al naso e si incrociano sotto al mento che vanno a stringere il muso a ogni richiesta.

L'asino impara la risposta giusta a un particolare esercizio quando vi è una cessazione immediata di tutte le richieste dando una sensazione confortevole, cosa che con la cavezza con le catene non è possibile poiché durante la richiesta le catene si stringono attorno al muso e difficilmente poi si allentano, se non meccanicamente.

Inoltre le catene sono posizionate poco sopra le narici e dietro la barbozza (il mento), una zona molto sensibile interessata non da osso duro ma da cartilagini, se viene compressa a lungo oltre a impedire l'apertura della bocca va a chiudere parzialmente le prime vie respiratorie alterando in modo negativo la respirazione dell'asino, specialmente durante uno sforzo fisico.​

Diversi studi provano che l'equino impara ed apprende meglio quando è tranquillo e curioso, quando invece è intimorito da qualcosa non è in grado di apprendere e tende a:

  • scappare, spaventarsi

  • entrare in uno stato di stress in cui non risponde più ad alcuno stimolo

  • diventare prepotente, aggressivo

  • rispondere meccanicamente alle richieste senza capire ciò che sta facendo, per non andare incontro al dolore, senza avere la possibilità di manifestare disagio o proporre nuove iniziative.

Cosa posso fare?

Se veramente amiamo questi splendidi animali non potremo fare a meno di impegnarci per conoscerli profondamente, scopriremo che vi sono studi sul comportamento equino che ci possono far capire come possiamo applicare alcune tecniche naturali per abituare il nostro asino a seguire la cavezza, esser medicato, andare in passeggiata, esser cavalcato ecc, rinunciando alla violenza, l'intimidazione e a strumenti coercitivi che vanno solo a sostituirsi alla nostra mancanza di comprensione, studio e competenza.

PASTOIE AL PASCOLO SENZA CUSTODIA

Cos'è?

Una pratica arcaica ma ancora utilizzata da alcuni pastori è quella di legare i due arti anteriori e la testa degli asini con le catene e lasciarli al pascolo per giorni senza osservazione da parte dell'allevatore per impedire all'asino di allontanarsi, correndo il rischio di incastrarsi con rami o radici provocandosi ferite e lacerazioni.

Cosa posso fare?

In alcuni comuni italiani questa pratica è vietata ma se si notano lesioni a livello dei pastorali si è perseguibili per legge in tutta Italia.

Non è invece vietato far brucare i cavalli e gli asini per qualche minuto durante le soste ai trekking con pastoie imbottite a patto che siano costantemente controllati.

Prima dell'escursione gli animali devono abituarsi a poter camminare e brucare con le pastoie, se applicate nel modo corretto infatti l'animale può spostarsi agevolmente senza problemi brucando l'erba, limitando solo le veloci corse che possono causare incidenti.

GESTIONE IN POSTA ALLA CATENA

Cos'è?

Bensì in alcune zone sia ancora concessa, noi siamo contro la scuderizzazione permanente in posta, dove l'asino è costretto a vivere in una stalla legato con la catena al collo senza la possibilità di muoversi. Questo porta noia, comportamenti stereotipati come tic d'appoggio, ballo dell'orso e autolesionismo, oltre che problemi alla salute fisica.

E' anche vietato dalla legge trainare gli equidi con auto, trattori e mezzi a motore.

Nel nostro centro abbiamo diversi animali che al loro recupero avevano ferite e infiammazioni al collo dovute a sfregamento che guarendo hanno provocato uno scolorimento del pelo in corrispondenza della catena.

Cosa posso fare?

Se si viene a conoscenza di asini detenuti in maniera non idonea ci si può presentare si alle autorità competenti (carabinieri, asl..) che effettueranno un controllo.

SOPRA: cavalli senza custodia impastoiati per giorni con materiali inadatti che hanno causato lacerazioni e ferite.

SOTTO: cavallo sotto custodia con pastoie imbottite lasciate per pochi minuti durante una sosta in trekking per consentirgli di brucare

Speriamo che questo articolo vi sia d'aiuto, potete contattarci nella sezione Contatti.

Asino Felice SIFE Scuola Italiana Formazione Equidi Associazione Sportiva Dilettantistica​ e Associazione di Promozione Sociale

Lisa Mabilia

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